RANCHIO
all’olmo che sfiora il ciel turchese,
alla corrente del fiume in perenne canto,
alla luna, alle stelle nella notte accese.
Vorrei scolpir quel vento e non soltanto
di rovi e ginestre le grandi estese
dei monti e dei boschi quell’incanto
le strade bianche, assolate, distese.
Le corse nel borgo, i bisbigli di parole
come fragile respiro dell’infanzia, gli anni,
i giochi su pietre di millenni esposte al sole.
Altre vie hanno accolto il mio andare,
tempi di gioie, speranze e inganni.
Ora per sempre a te vorrei tornare.
Carmen Cantarelli





















