Ranchio

Nel Comune di Sarsina, ad una altitudine di circa 330 metri, si trova Ranchio, panoramicamente situato su un massiccio sperone di pietra arenaria.

Il nome deriva da “roncare” e “roncola” (dal latino runcare runca) con riferimento ad un luogo disboscato e quindi “terreno coltivato” o "pascolo".

La sua storia e la sua origine sono legate ad una Abbazia di monaci Benedettini della quale rimane soltanto una pota dell’abside della chiesa abbaziale e alcuni resti marmorei come le due lastre laterali di sarcofagi del V e VI secolo, in stile bizantino.
Fin dagli inizi del XIX secolo, Ranchio è stato un paese agricolo e ancora oggi l'attività prevalente è costituita da un notevole sviluppo dell'agricoltura, grazie alla presenza di piccole e medie aziende. Nell'ultimo ventennio si è visto l'insediarsi di piccole industrie artigiane e commerciali, che hanno contribuito ad aumentare l'occupazione, soprattutto femminile.

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Il Museo della Valborello

Il Museo della Valborello, inaugurato l’11 novembre 2001, è realizzato nella parte sotterranea della Chiesa di Ranchio. I lavori di restauro effettuati dal 1993 al 1996 hanno permesso di scoprire un ambiente di circa 50 mq ricavato da un cumulo di macerie poste sotto il presbiterio, l’abside e una parte della navata di sinistra della chiesa.

Nelle pareti millenarie perimetrali del Museo, unica testimonianza archeologica esistente a Ranchio, sono custoditi arredi e oggetti sacri, statue, paramenti, calici che vengono esposti, conosciuti e valorizzati; patrimonio importante del cammino umano, religioso e sociale di queste zone collinari che attraverso le sue manifestazioni artistiche ha saputo dare voce alla devozione religiosa.

La Chiesa di San Bartolomeo

La Chiesa di San Bartolomeo, di stile composito che riunisce elementi vagamente rinascimentali e barocchi a tre navate, è posta al centro dell’antico agglomerato abitativo, sul punto più elevato del Borgo Medioevale.

La Chiesa appare documentata fin dal XII secolo in due significativi documenti di Papa Adriano IV.

Anticamente si trovava ai margini dell'attuale castello, nei pressi dell'odierno cimitero; fino quando a causa delle pessime condizioni dell'edificio, fu ricostruita al centro di Ranchio nel 1792, luogo in cui è ubicata l'attuale chiesa parrocchiale.

All'interno troviamo un Sarcofago bizantino che, reimpiegato come altare maggiore, è composto da due lastre tardoantiche (V secolo c.ca) nel quale vi sono raffigurati, in marmo greco, pavoni e agnelli.

Pubblicazioni su Ranchio

Carmen Cantarelli: autrice, vive a Sarsina, ex impiegata oggi in pensione, sposata e con tre figli, trova nella scrittura una ragione di consolazione, un modo per riscattarsi dai momenti di difficoltà e, nella limpidezza della parola, la possibilità di progredire umanamente...ecco le sue opere:

Ranchio 1944

Nelle retrovie della linea gotica

Il libro propone un viaggio tragico e doloroso nel dramma di una guerra feroce, che attraversò anche, con la tragedia dell’odio, della violenza e della morte, persino questa piccola comunità dell’Appennino romagnolo. L'autrice rappresenta gli eventi nella rigorosa adesione alle testimonianze ed ai fatti, anche quando in essi appaia in tutta la sua drammatica e dolorosa evidenza quanto la guerra possa avvelenare il cuore degli uomini.

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Le vie del Signore sono infinite...e qualcuna porta a Ranchio

In questo volume l’autrice ha percorso il territorio alla riscoperta di secolari vie di comunicazione, oggi quasi dimenticate e per suo merito riconsegnate alla storia di una comunità; ricercando la voce degli ultimi testimoni di un tempo ormai perduto, in qualche caso salvando dal silenzio tradizioni e culture e cosi sottraendole per sempre dall’oblio; insomma, un grande atto d’amore e di fede in un documento eccezionale sulla storia di una comunità dell’Appennino romagnolo.

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Aj e Patèdi

sòta la brésa

Inseguendo le vie del ricordo, interrogando i testimoni, investigando le pietre e le case del paese delle sue origini, Carmen Cantarelli scrive un incantevole libro della memoria, restituendoci tra commozione e tenerezza il volto intero di una comunità romagnola.
Il paese dI RANCHIO è presentato nella sua storia, nella sua cultura, nella vita di ogni giorno e nelle usanze. Il cuore del libro sta nella cultura del cibo, che diviene occasione non solo per proporci un gran numero di ricette ricostruite nei suoi colori, sapori e odori.

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Fiabe e Favole al focolare

dell'infanzia

In questa raccolta sono contenute le fiabe della cultura e della tradizione popolare di Ranchio e dintorni ma diffuse in tutta la Romagna e oltre la Romagna: sono le fiabe della tradizione contadina, quelle non appartenenti al mondo alfabetizzato. Sono le fiabe dei poveri, dei diseredati, della gente semplice, quelle per cui, oggi, occorre davvero dire: 'C'era una volta'. Sono le fiabe e le favole narrate nell'atmosfera incantata e magica che si creava la sera nell'ampia cucina, dopo aver recitato il Rosario e consumato povere cene.

Libri acquistabili presso la nostra sede Pro Loco, per informazioni contattaci