PUBBLICAZIONI

Aj e patèdi sòta la brésa

Inseguendo le vie del ricordo, interrogando i testimoni, investigando le pietre e le case del paese delle sue origini, Carmen Cantarelli scrive un incantevole libro della memoria, restituendoci tra commozione e tenerezza il volto intero di una comminità romagnola.

Il paese dI RANCHIO è presentato nella sua storia, nella sua cultura, nella vita di ogni giorno e nelle usanze. Il cuore del libro sta nella cultura del cibo, che diviene occasione non solo per proporci un gran numero di ricette della genuina cucina paesana, ma anche per raccontare del pane, dei campi imbionditi di grano e del granturco, dei lavori contadini, dei forni e dei mulini: insomma, una intera civiltà, ricostruita nei suoi colori, sapori e odori.

Il cuore del libro ­ e in ciò consiste la sua originalità ­ sta nella cultura del cibo, che diviene occasione non solo per proporci un gran numero delle antiche ricette della genuina cucina paesana, ma anche per raccontare del pane, dei campi imbionditi dal marezzare del grano e del granturco, dei lavori contadini, dei forni e dei mulini: insomma, una intera civiltà, ricostruita nei suoi colori e sapori e odori, come in un vivente arazzo.

Ranchio 1944 - Nelle retrovie della linea gotica

Dopo Aj e patèdi sòta la brésa, appassionato e coinvolgente affresco di una comunità, e dopo Le vie del Signore sono infinite…e qualcuna porta a Ranchio – nel quale il territorio di un intero paese viene percorso palmo a palmo, riscoprendone le strade e i sentieri, rinnovando la memoria degli uomini e delle donne che vi svolsero il loro destino e recuperando la cultura popolare che guidò la loro vita e la loro morte – Carmen Cantarelli offre con questo libro un terzo preziosissimo dono alla Ranchio delle sue origini.

Il libro propone un viaggio tragico e dolorosissimo nel dramma di una guerra feroce, che attraversò anche, con la tragedia dell’odio, della violenza e della morte, persino questa piccola comunità dell’Appennino romagnolo.

Il particolare valore del libro nasce dal suo stesso impianto: la storia emerge direttamente dalla voce di coloro che vi parteciparono, mossi ora dalla forza degli ideali, ora dalle logiche tragiche e disumanizzanti della guerra: un arazzo vastissimo, tessuto con grande ricchezza di materiali, che l’autrice organizza mossa dalla volontà di rappresentare gli eventi nella rigorosa adesione alle testimonianze ed ai fatti, anche quando in essi appaia in tutta la sua drammatica e dolorosa evidenza quanto la guerra possa avvelenare il cuore degli uomini. 

Le vie del Signore sono infinite...e qualcuna porta a Ranchio

Dopo Aj e patédi sòta la brésa, Carmen Cantarelli offre un preziosissimo dono alla Ranchio delle sue origini, consapevole del valore della memoria e della necessità di salvaguardarla. 

In un lavoro di ricerca davvero straordinario, l’autrice ha percorso il territorio alla riscoperta di secolari vie di comunicazione, oggi quasi dimenticate e per suo merito riconsegnate alla storia di una comunità; ha ricercato la voce degli ultimi testimoni di un tempo ormai perduto, in qualche caso salvando dal silenzio tradizioni e culture e cosi sottraendole per sempre dall’oblio; ha rintracciato ad uno ad uno come in una preghiera e con la disposizione della preghiera, i luoghi della fede nelle loro molteplici espressioni (le chiese, gli oratori, le cappelle, le maestà…); ha recuperato dalla viva voce dei testimoni le preghiere della tradizione popolare e i proverbi: insomma, un grande atto insieme d’amore e di fede e un documento eccezionale della storia di una comunità dell’Appennino romagnolo.

Fiabe e favole al focolare dell'infanzia

Scrive l'autrice nella sua presentazione Al lettore: "Ho trascorso tanti pigri pomeriggi nelle case di alcuni anziani di Ranchio e dintorni, al caldo quieto di stufe o camini accesi, in attesa di svernare.

Con loro ho percorso le vie dei ricordi fra favole, storie, racconti, filastrocche e dirindine di un tempo Oggi stringo fra le mani tante memorie della tradizione popolare ranchiese.

Ricordi che rapidamente si stanno perdendo e mi pesa lasciarli andare Penso che, dissipare tanta ricchezza, sarebbe una grave inadempienza sia nei confronti dei cari numerosi testimoni, sia verso quel patrimonio narrativo popolare che, faticosamente, fin qui è giunto.

In questa raccolta sono contenute le fiabe della cultura e tradizione popolare di Ranchio e dintorni ma diffuse in tutta la Romagna e oltre la Romagna: sono le fiabe della tradizione contadina, quelle non appartenenti al mondo alfabetizzato. Sono le fiabe dei poveri, dei diseredati, della gente semplice, quelle per cui, oggi, occorre davvero dire: 'C'era una volta'. Sono le fiabe e le favole narrate nell'atmosfera incantata e magica che si creava la sera nell'ampia cucina, dopo aver recitato il Rosario e consumato povere cene".

Tutte le opere sono disponibili per l'acquisto presso la sede della Pro loco di Ranchio.