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Museo della Valborello

tag  Museo della Valborello  Storia  Pro Loco  Ranchio 

09/04/2013

Museo della Valborello Presso la Chiesa di Ranchio

Il Museo della Valborello, inaugurati l’11 novembre 2001, è realizzato nella parte sotterranea della chiesa di Ranchio. I lavori di restauro effettuati dal 1993 al 1996 hanno permesso di scoprire un ambiente di circa 50 mq ricavato da un cumulo di macerie poste sotto il presbiterio, l’abside e una parte della navata di sinistra della chiesa.

Quest’ambiente, un tempo abitato, fiancheggiava l’antico tempio e sacello del “CASTRUM RANCLE” dedicato a “S. Maria in castello”, come documenta la visita pastorale che il Vescovo Gerolamo Ragazzoni compì nel 1573. A metà del 1700, sopra a questo ambiente, venne realizzata l’attuale chiesa con due navate laterali. Questo caratteristico locale sotterraneo ha una duplice funzione, sia come cripta utilizzata come luogo di raccoglimento e preghiera sia come locale per il Museo che espone le opere d’arte, non solo della chiesa di Ranchio ma anche delle altre sette chiese di altrettante parrocchie limitrofe soppresse ed unite a questa.

Nelle pareti millenarie perimetrali del Museo, unica testimonianza archeologica esistente a Ranchio, sono custoditi arredi e oggetti sacri, statue, paramenti, calici che vengono esposti, conosciuti e valorizzati; un patrimonio importante del cammino umano, religioso e sociale di queste zone collinari che attraverso le sue manifestazioni artistiche ha saputo dare voce alla devozione religiosa. Queste espressioni artistiche, lignee, pittoriche o scultoree servono a non sradicare quanto nel corso dei tempi è stato testimonianza di fede ed arte.

L’ingresso del Museo è situato nella navata di destra della chiesa parrocchiale e dà accesso alla sacrestia vecchia, dove è situata una scala di 13 gradiniche, scendendo tra le imponenti mura di sasso di torrente, conduce all’abside. Quest’ultima, caratterizzata da profondità monofora e marcapiano, fu costruita alla metà del Settecento; il locale ospita una credenza con arredi, un armonium, una croce astile e i due pannelli laterali dell’antico altere maggiore della chiesa di Ranchio.

Dall’abside si accede alla sala 1. delimitata da tre muri e dalla roccia digradante su cui è costruito il “castello” di Ranchio. In questa sala sono ospitate statue devozionali come “La Madonna” di Bucchio del XVII secolo, la pietà in cera policroma e “Il Bambin Gesù” proveniente da Ciborio del XVIII secolo. Vi sono inoltre numerosi vasi sacri come calici, pissidi, ostensori e secchielli alcuni dei quali di notevole pregio artistico e valore storico; come un secchiello per l’acqua santa dell’orafo forlivese Mancini Gerolamo risalente alla prima metà del 1700 oppure una scatola per l’eucarestia proveniente da Seguno e datata 1718.

Fra i calici è da ricordare quello, come attesta l’incisione sul medesimo, datato 1750 e acquistato a Roma dall’arciprete di Ranchio Pier Domenico Massi. Di notevole bellezza sono due estensori uno datato 1725 di ignoto artigiano e l’altro di fattura veneta, come attestano i punzoni presenti sll’oggetto, databile al XVIII secolo. Numerosi candelieri sia in legno intagliato che in bronzo sono ospitati nel Museo assieme a reliquari, come quelli in legno intagliato e dorato del XVIII secolo, crocifissi e arredi sacri.

Appesi alle pareti vi sono anche degli stendardi professionali come quello datato 1919 e quello della Confraternita del SS.Sacramento oltre a paramenti custoditi in una vetrina apposita. Interessante è anche la teca che conserva il libro della Compagnia della Cintura della Beata Vergine nel cui frontespizio compare la data 1723. Da notare è la suggestiva “finestra” della parete sud da cui, prima della metà del Settecento, si poteva ammirare la valle e il torrente Borello. La sala 2, ambiente un tempo abitato come testimoniano le tracce di finestre ei diversi piani e il marcapiano, ospita il frammento di coperchio del sarcofago di manifattura ravennate del V secolo le cui pareti sono state utilizzate nell’altare maggiore della chiesa di Ranchio.

Vi sono poi altri candelieri e carteglorie, tabernacoli come quelli provenienti da Ciborio o dalla cappella del Poggio. Sono presenti anche manifatture in cotto, come la tavella con l’impronta di piede di bimbo o quella con l’orma di animale oppure quella firmata e datata 1741 unitamente ad una serie di coppi firmati, di cui uno è datato 9 settembre 1755, cocci e frammenti rinvenuti durante i restauri della chiesa avvenuti dal 1993 al 1996.

Merita un accenno particolare un frammento d’ancona d’altare di legno lavorato e dipinto proveniente dalla chiesa di Ciborio e datato 1663. DI notevole importanza storica è il libro dei battezzati con l’atto di battesimo del pittore ranchiese Michele Valbonesi (1731 – 1808). Vi sono, inoltre, alcune foto e oggetti d’epoca e contenitori con materiali in attesa di catalogazione. L’uscita conduce al cortile esterno, detto “terrazzane”, dal quale si può ammirare un panorama molto suggestivo della Valborello.